Mussolini e i Patti Lateranensi

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

In questi giorni ho letto su Facebook e sui vari Social Network che Benito Mussolini è stato un 'delinquente', un 'sanguinario', un 'servo' del capitalismo e un uomo 'senza Dio' per cui penso sia necessario chiarire - una volta per tutte - che il Duce fu grande alleato della Chiesa Cattolica che di lui aveva grande considerazione e stima.

Non a caso proprio Benito Mussolini l'11 Febbraio 1929 firmò i Patti Lateranensi alla presenza del Segretario di Stato Vaticano, Card. Pietro Gasparri.

Nei Patti erano contenute tutte quelle questioni che da decenni creavano attriti fra la Chiesa Cattolica e lo Stato Italiano. La data dell'11 Febbraio non fu casuale ma, come spesso accade nelle cose riguardanti la Santa Sede, venne scelta per porre i Patti sotto l'alto patrocinio della Beata Vergine di Lourdes nel giorno a Lei dedicato.

Patti-Lateranensi---La-Domenica-del-Corriere-del-24-Febbrai.jpgFirmando i Patti Lateranensi Benito Mussolini ha concluso la fastidiosissima "Questione Romana" che da troppo tempo divideva i Cattolici dalla Politica ma, soprattutto, ha portato nella Chiesa serenità, sicurezza e pace.

Papa Pio XI, infatti, due giorni dopo la firma dei Patti rivolgendosi ad un vasto gruppo di Docenti e Studenti Cattolici disse: "Le condizioni dunque della religione in Italia non si potevano regolare senza un previo accordo dei due poteri, previo accordo a cui si opponeva la condizione della Chiesa in Italia. Dunque per far luogo al Trattato dovevano risanarsi le condizioni, mentre per risanare le condizioni stesse occorreva il Concordato. E allora? La soluzione non era facile, ma dobbiamo ringraziare il Signore di averCela fatta vedere e di aver potuto farla vedere anche agli altri. La soluzione era di far camminare le due cose di pari passo. E così, insieme al Trattato, si è studiato un Concordato propriamente detto e si è potuto rivedere e rimaneggiare e, fino ai limiti del possibile, riordinare e regolare tutta quella immensa farragine di leggi tutte direttamente o indirettamente contrarie ai diritti e alle prerogative della Chiesa, delle persone e delle cose della Chiesa; tutto un viluppo di cose, una massa veramente così vasta, così complicata, così difficile, da dare qualche volta addirittura le vertigini. E qualche volta siamo stati tentati di pensare, come lo diciamo con lieta confidenza a voi, sì buoni figliuoli, che forse a risolvere la questione ci voleva proprio un Papa alpinista, un alpinista immune da vertigini ed abituato ad affrontare le ascensioni più ardue; come qualche volta abbiamo pensato che forse ci voleva pure un Papa bibliotecario, abituato ad andare in fondo alle ricerche storiche e documentarie, perché di libri e documenti, è evidente, si è dovuto consultarne molti. Dobbiamo dire che siamo stati anche dall’altra parte nobilmente assecondati. E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, tutte quelle leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come i feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi. E con la grazia di Dio, con molta pazienza, con molto lavoro, con l’incontro di molti e nobili assecondamenti, siamo riusciti « tamquam per medium profundam eundo » a conchiudere un Concordato che, se non è il migliore di quanti se ne possono fare, è certo tra i migliori che si sono fin qua fatti; ed è con profonda compiacenza che crediamo di avere con esso ridato Dio all’Italia e l’Italia a Dio". (Allocuzione di Sua Santità Pio XI ai professori e agli studenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano "Vogliamo anzitutto" del 13 Febbraio 1929)

Carissimi fratelli e sorelle, si può dunque chiamare 'senza Dio' un uomo che il Santo Padre ha definito "uomo della Provvidenza"? Si può definire 'malvagio' un uomo che ha ridato "Dio all'Italia e l'Italia a Dio"?

Prima di fare certe temerarie affermazioni credo sia bene conoscere la Storia e rileggere le vicende dell'epoca anche attraverso gli scritti del Magistero della Chiesa che, con grande lungimiranza, valuta e scruta gli avvenimenti sotto supervisione e guida dello Spirito Santo.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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