Le ultime ore di Benito Mussolini

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

Sulla morte di Benito Mussolini se ne dicono tante ma conosciamo la verità storica? Sappiamo come andarono veramente le cose?

Ci siamo documentati o abbiamo creduto a tutto quello che i Comunisti ci hanno raccontato in merito?

Benito-Mussolini.jpegIl grande Giornalista e Storico Franco Bandini ci narra ora per ora la fuga impossibile del Duce:

"25 Aprile 1945 ore 17:00

Nell'Arcivescovado di Milano ha inizio la riunione per le trattative di resa.

Mussolini arriva puntuale accompagnato da Graziani, Barracu, Zerbino, dal prefetto di Milano, Bassi, dall'industriale Cella e da una piccola scorta armata che rimane al portone.

I rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale, generale Cadorna, Marazza e Lombardi, arrivano con un'ora circa di ritardo. Mancano i principali esponenti dei partiti Socialista e Comunista.

25 Aprile 1945 ore 20:00

Mussolini lascia Milano con una piccola scorta. Arriva a Como e alloggia nel palazzo della Prefettura. La moglie e i figli Anna e Romano alloggiano dal giorno prima a Villa Mantero.

26 Aprile 1945 ore 04:30

Mussolini decide di partire per la Svizzera ma, mentre saluta la moglie e i figli, il tenente di Birzer, incaricato di sorvegliare e proteggere il Duce, gli intima l'alt.

L'ufficiale tedesco, forse troppo solerte, aveva ricevuto l'ordine di portare Mussolini in Germania. Il Duce deve quindi partire con la scorta tedesca.

26 Aprile 1945 ore 05:30

La colonna arriva a Menaggio. Mussolini viene ospitato dal segretario del Fascio di Menaggio, Emilio Castelli.

26 Aprile 1945 ore 06:00

Da Como arrivano i gerarchi partiti in ritardo e la famiglia Petacci al completo.

Poco dopo Mussolini e il suo seguito decidono di partire per Grandola sulla strada che da Menaggio porta a Porlezza (a 8 Kilometri c'è il confine svizzero). Ancora una volta però viene fermato dai tedeschi comandati sempre da Birzer ed è obbligato a proseguire per Grandola con la loro scorta. Vi arrivano e alloggiano tutti all'Albergo Miravalle.

Qui Mussolini fa un terzo tentativo di fuga con Claretta Petacci e per la terza volta i tedeschi gli sbarrano la strada.

26 Aprile 1945 pomeriggio

Mussolini ha un violento litigio con Claretta Petacci che gli fa una scenata di gelosia.

27 Aprile 1945 ore 05:00

Mussolini parte per Menaggio con la scorta al completo.

Sulla strada che porta a Dongo, l'autocolonna viene bloccata dai partigiani. La perquisizione ha luogo nella piazza principale di Dongo.

27 Aprile 1945 ore 18:30

Mussolini viene tradotto dai partigiani nella Caserma della Guardia di Finanza di Germasino.

28 Aprile 1945 ore 01:35

Il partigiano 'Pedro' preleva Mussolini per portarlo, come da ordini ricevuti, in luogo sicuro. Lo rendono irriconoscibile fasciandogli la testa e il volto.

28 Aprile 1945 ore 02:00

A Dongo Claretta Petacci incontra Mussolini e sale sulla stessa macchina.

Arrivano a Moltrasio dopo aver superato alcuni sbarramenti di forze partigiane. Qui 'Pedro', accorgendosi delle difficoltà di un simile viaggio, decide di tornare indietro dirigendosi verso Azzano.

28 Aprile 1945 ore 12:15

Mussolini e Claretta Petacci sostano nella casa colonica dei contadini De Maria e Giulino di Mezzegra.

28 Aprile 1945 ore 15:15

Mussolini e la Petacci vengono prelevati dal colonnello Valerio. Egli ha ricevuto l'ordine dal Comitato di Liberazione Nazionale di fucilarli. La macchina, che si è lasciata alle spalle la casa dei De Maria, viene fatta fermare a circa cinquanta metri dopo la prima curva della strada che scende da Giulino, proprio davanti al cancello di Villa Belmonte.

28 Aprile 1945 ore 16:10

Scesi dalla macchina, Mussolini e la Petacci vengono immediatamente fucilati dal colonnello Valerio. Unici testimoni: l'autista e due partigiani.

28 Aprile 1945 ore 16:20

Il colonnello Valerio riparte per Dongo.

A guardia dei due cadaveri rimangono i partigiani 'Lino' e 'Sandrino'. A Dongo il colonnello Valerio porta a termine la sua missione: la fucilazione degli altri gerarchi fascisti.

28 Aprile 1945 ore 20:00

Il colonnello Valerio ritorna a Giulino, carica i due corpi sulla macchina e riparte alla volta di Azzano dove lo attende un autocarro per il trasporto dei cadaveri a Milano.

29 Aprile 1945 ore 03:40

Diciotto cadaveri, tra i quali Mussolini e la Petacci, vengono scaricati sul Piazzale Loreto di Milano". (Franco Bandini, Inviato speciale per oltre 40 anni del Corriere della Sera, della Domenica del Corriere, dell’Europeo e della rivista Tempo)

Carissimi fratelli e sorelle, come avete potuto leggere, Benito Mussolini è stato barbaramente ucciso da gente che non aveva né titolo né diritto di farlo. Perchè nei libri scolastici questa cosa non è scritta? Perchè nei libri di storia non viene menzionato l'infame colonnello Valerio? Perchè la Sinistra Italiana non dice per quale motivo la povera Claretta Petacci è stata uccisa? Che motivo c'era di ucciderla? Perchè non l'è stata risparmiata la vita?

A voi la riflessione.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

Pubblicità

Con tag Storia

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
L
<br /> Ho letto questo articolo quasi per caso, a parte che idealizza il fascismo dimenticandosi del mezzo milione di italiani morti in una guerra che non potevamo vincere più quelli uccisi per<br /> ideoligia, i sopprusi, le persone marchiate come bestie, gli assini politici e la crisi economica devastante nel quale si è ritrovato il paese dopo il periodo fascista. Ma a parte questo, il Duce<br /> è morto da quasi un secolo e con lui è finito il fascismo, il comunismo è finito ufficilamente più di vent'anni fa ma era finito da molto più tempo.  Non sarebbe ora di andare avanti e<br /> guardare il mondo attuale e non cercare di applicare un idea che non ha mai realmene funzionato? Il mondo è andato avanti, fascismo, comunismo appartengono al passato (per fortuna). Oramai sono<br /> sistemi che non hanno più possibilità di esistere. Non pensa ci sia necessità di essere un po' più realisti?<br />
Rispondi