Don Zali: un'altra vittima dei Partigiani Comunisti

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

Oggi voglio raccontarvi una storia tragica che ci deve far riflettere.

Don-Francesco-Zali.jpgL'08 Giugno 1944, in piena 'guerra civile', in un piccolo paese della Provincia di Cuneo chiamato Morra di Villar San Costanzo vennero uccisi Don Francesco Zali e la sua 'perpetua' Teresa Nicolino (oriunda del Comune di Manta). "A studiare il caso esaminando documenti editi e inediti e raccogliendo una testimonianza finora taciuta è don Pierino Conte di Dronero, professore ordinario di Storia all'Università cattolica di Milano. Lo studio di don Conte in conclusione fornisce nome e cognome dei due presunti assassini appartenenti alle formazioni partigiane. Lo storico dà il caso come chiuso definitivamente: sicura l'identificazione dei due colpevoli, sicura la loro appartenenza alle formazioni garibaldine partigiane della valle Varaita, sicuro il movente politico primario.

Un ulteriore contributo di chiarezza alla ricostruzione di quel periodo così tormentato che costó la vita a tanti civili innocenti e fra loro anche a numerosi esponenti del clero.

Lo studio di don Conte è pubblicato come appendice ad un volume fresco di stampa, edito dal Corriere di Saluzzo nella collana I libri del Corriere.

Il libro 'Memorie della II guerra mondiale' (seguendoi l'intitolazione della cartella conservata in Curia) a cura di don Oreste Franco e del can. Giovanni Rovera raccoglie tutti i documenti dell'epoca conservati nell'archivio diocesano: le corrispondenze fra il Vescovo e i parroci, i messaggi al Comando tedesco, i diari tenuti dai sacerdoti, piccoli frammenti che aiutano a ricostruire l'atmosfera e l'impegno costante e concreto del clero saluzzese in quei giorni difficili, tra il 1943 e il 1945. Il libro è dedicato alla memoria di mons. Lanzo e dei sacerdoti protagonisti di quei giorni difficili e pericolosi". ("Morte di don Zali: svelato il mistero", Corriere di Saluzzo, Mercoledì 22 Novembre 2006)

Per molti anni si disse che don Zali era stato vittima dei Nazi-fascisti ma, grazie a Don Pierino Conte, possiamo dire con assoluta certezza che i carnefici erano Partigiani Comunisti. In quegli anni tante persone sono morte a causa dell'odio e della violenza che serpeggiava in Italia e oggi noi abbiamo il dovere di non dimenticare tutte quelle anime che sono state trucidate in nome di un'ideologia.

Carissimi fratelli e sorelle, non cadiamo mai nei tranelli del demonio che ci chiede di odiare chi la pensa in modo diverso da noi. Ognuno, in un paese democratico qual è l'Italia, ha il diritto di pensarla come crede. Ognuno dev'essere libero di votare chi vuole e di sostenere il Partito Politico che più lo rappresenta. Nessuno ha il diritto di picchiare, minacciare, insultare o perfino odiare chi non la pensa come lui. Dobbiamo sempre ricordarci che siamo tutti figli di uno stesso Dio che ci ama tutti allo stesso modo.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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