L'aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Bene!
Come ben sapete questo mio Blog nasce dal desiderio di diffondere materiale utile all'evangelizzazione e materiale a favore della vita.
Giovanni Paolo II, a cui il Gruppo di Preghiera "Cristo vive in me" (Galati 2: 20) si ispira, ha lavorato tutta la vita per difendere la vita in ogni sua forma. Durante il suo lungo Pontificato ha creato decine di occasioni per parlare di difesa della vita, di crudeltà dell'aborto e di importanza della famiglia tradizionale.
Benedetto XVI, grande Papa teologo, prendendo spunto dal suo predecessore, si è rivolto alla Pontificia Accademia della Vita dicendo: "L'aborto non può mai essere considerato «terapeutico» e i medici «non ingannino» le donne". Parole dure quanto vere. In Italia - tanto per citare un Paese conosciuto - ci sono decine di Ginecologi che, di fronte ad un feto malato, malformato o non desiderato, consigliano alle donne la 'soluzione' dell'aborto. Questo è vergognoso perchè l'aborto non è terapia ma omicidio.
Il Papa, per spiegare meglio il suo pensiero, dice ancora che "la donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l'aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto terapeutico". Questa, permettetemi di dirlo, è una vera e propria eresia che non sta né in Cielo né in terra. Come può un medico dire ciò che è moralmente lecito e ciò che non lo è? Come può un medico (che ha giurato di difendere e tutelare la vita) farsi promotore dell'aborto?
Benedetto XVI dice con chiarezza che "i medici, non possono venire meno al grave compito di difendere dall'inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell'aborto la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino. Specialmente in quest'ultima situazione, la donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l'aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto "terapeutico" per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia, e un "ingiusto" peso alla società". Le parole del Santo Padre che ho evidenziato in rosso e in grassetto ci devono spronare ad un'attenta riflessione. Ci rendiamo conto che, in Italia, ci sono medici che paragonano la vita ad un 'peso della società'? Siamo consapevoli del fatto che questi discorsi si facevano ai tempi di Sparta dove, se un bambino era disabile, veniva gettato dalla rupe per non 'rovinare' la razza?
Carissimi fratelli e sorelle, come ban sapete non sono un medico ma, forte della mia fede, credo di avere il dovere di proporre a ciascuno di voi riflessioni sulla vita affinchè non si cada nell'oblio della morte figlia del peccato. Credo - come Cristiano - di avere il dovere di "affermare che l'aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino, rovinando, spesso, la vita famigliare". Questa, ci tengo a dirlo, non è una visione apocalittica o negativista ma la 'fotografia' di ciò che decine di esperti hanno potuto constatare in questa società che ignora completamente l'Etica Cristiana per fare spazio al famoso 'relativismo'.
Concludo questa mia riflessione dicendo ancora che "è necessario porre l'attenzione sulla coscienza, talvolta offuscata, dei padri che spesso lasciano sole le donne incinte" perchè il figlio - che è dono di Dio - nasce da un atto d'amore tra un uomo e la sua sposa e, per cui, tanto l'uomo quanto la donna sono responsabili della crescita, dell'educazione e della formazione della loro creatura.
Padri, mi rivolgo a voi dicendovi che anche se siete stanchi del lavoro non dovete mai rinunciare a passare del tempo con i vostri figli. L'amore e l'attenzione che dedicherete loro vi faranno crescere enormemente come uomini e come Cristiani. Non dimenticatelo mai.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it
Nota Bene
Le citazioni in 'blu' e in 'rosso' sono tratte da: (Papa Benedetto XVI, 'L'aborto non è mai terapeutico, i medici non ingannino le donne', Discorso alla Pontificia Accademia della Vita).