Significato cristologico del celibato sacerdotale

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

Papa Paolo VIAncora una volta torno a parlarvi dei Sacerdoti perchè spesso sento dire che "non è giusto che questi uomini di Dio non possano contrarre matrimonio e farsi una famiglia". Ebbene, seguendo il Magistero della Chiesa, penso di poter dire che è giustissimo che i Sacerdoti debbano vivere celibi perchè "il sacerdozio cristiano, che è nuovo, può essere compreso soltanto alla luce della novità di Cristo, Pontefice sommo ed eterno Sacerdote, il quale ha istituito il sacerdozio ministeriale come reale partecipazione al suo unico sacerdozio. Il ministro di Cristo e amministratore dei misteri di Dio ha dunque in lui anche il modello diretto e il supremo ideale. Il Signore Gesù, unigenito di Dio, inviato dal Padre nel mondo, si fece uomo affinché l'umanità, soggetta al peccato e alla morte, venisse rigenerata e, mediante una nascita nuova, entrasse nel regno dei cieli. Consacratosi tutto alla volontà del Padre, Gesù compì mediante il suo mistero pasquale questa nuova creazione, introducendo nel tempo e nel mondo una forma nuova, sublime, divina, di vita che trasforma la stessa condizione terrena dell'umanità". (Paolo VI, "Sacerdotalis Caelibatus" - Lettera Enciclica sul Celibato Sacerdotale)

Leggendo le parole di Paolo VI possiamo subito capire che il Sacerdote è chiamato a donare la vita a Cristo, nella Chiesa, per consacrare, come Gesù, tutta la sua volontà al Padre. Vi sembra poco?

Il Sacerdote inoltre - permettetemi di dirlo - quando entra in Seminario per iniziare il suo cammino di discernimento spirituale e vocazionale sa benissimo che essere Sacerdote Cattolico vuol dire amministrare i misteri di Dio avendo in se stesso il modello diretto di Gesù Cristo, Capo e Modello della Chiesa. Nessuno nel 2012 obbliga un giovane a scegliere la via del Sacerdozio per cui chi sceglie di intraprederla sceglie anche di aderire alle norme della Chiesa Cattolica per il bene del Popolo di Dio.

Carissimi fratelli e sorelle, il Sacerdote ha un ruolo fondamentale nella vita di ciascuno di noi e nella Chiesa. Per poter svolgere al meglio la sua missione non necessita di una moglie, non necessita di avere una prole, non necessita di ricchezze o di averi ma di tanta preghiera per ottenere da Dio la forza necessaria a fare bene ciò che deve. Il nostro compito non è quello di fare un'analisi sociologica del ruolo del Sacerdote nel III millennio ma bensì quello di accompagnare il clero con l'orazione e con l'aiuto che ci è possibile dargli.

Recitiamo anche oggi una Salve Regina per i nostri Sacerdoti ricordandoci che, senza di loro, sarebbe impossibile partecipare all'Eucarestia.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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