La "grandezza" di Padre Pio
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Bene!
Una mia carissima sorella spirituale mi ha prestato un libro su Padre Pio scritto da un Vescovo che lo ha conosciuto bene. La lettura di questo libro mi ha rapito e mi ha fatto capire quali devono essere le priorità e le doti di un buon frate.
Padre Pio da Pietrelcina per molti è stato “un grande” anche se lui non accetterebbe mai di essere epitetato così per non contravvenire all'umiltà e alla minorità tipiche di un Francescano ma permettetemi di dirvi che “Padre Pio fu un dono troppo grande largito da Dio agli uomini. Molti non seppero riconoscerlo. Lo capirono gli umili, i semplici, i cuori aperti al richiamo divino”. (Padre Domenico Mondrone, Gesuita, “Osservatore Romano” del 17 gennaio 1970)
A Padre Pio molti guardano come a un uomo da cui c'è da imparare qualcosa sulla vita spirituale. Queste persone fanno bene perchè un grande Papa, del povero Cappuccino del Gargano, disse: “Guardate che fama ha avuto Padre Pio, che clientela mondiale ha adunato attorno a sé. Ma perchè? Forse perchè era un filosofo? Perchè era un sapiente? Perchè aveva mezzi a disposizione? No, perchè diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera ed era, difficile a dire, rappresentante stampato delle stimmate di Nostro Signore. Era un uomo di preghiera e di sofferenza”. (Paolo VI, “Udienza concessa ai definitori generali dei Frati Minori Cappuccini”, 20 Febbraio 1971)
Carissimi fratelli e sorelle, da Padre Pio dobbiamo imparare tre cose importantissime e vitali per la vita di un buon Cristiano. La prima è l'amore per la preghiera senza la quale non esiste rapporto autentico con Dio. La seconda è l'attenzione e la partecipazione attiva durante la Santa Messa. La terza è l'umiltà perchè senza questa grande virtù tutto diventa superbia e, quindi, terreno fertile per il demonio.
Vi accompagno, come sempre, tutti con la preghiera e vi chiedo di pregare anche un po' per me povero peccatore.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it