La famiglia non può essere umiliata...
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Bene!
Dopo il pensiero di Mons. Martinelli propostovi ieri penso sia necessario citare il massimo esponente dei Vescovi Italiani che dice: «La famiglia non può essere umiliata e indebolita da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un vulnus progressivo alla sua specifica identità, e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall’ordinamento. Il grave problema demografico – che in alcuni paesi europei è stato affrontato con buoni risultati – quando sarà preso in seria considerazione senza rimandi o depistaggi che nulla hanno a che fare con le urgenze reali?». (Cardinal Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Arcivescovo di Genova)
Da queste parole del Card. Bagnasco capiamo, senza bisogno di tante parafrasi, che le 'famiglie omosessuali' 'non sono necessarie' ad una società che ha già ben altri problemi da risolvere. La Chiesa Cattolica, come detto ieri, non ha nulla contro nessuno ma, come giusto, esorta i Cattolici a non approvare le unioni omosessuali in quanto servono solo a umiliare e indebolire la Famiglia Tradizionale voluta e difesa da Dio.
Su questo tema si è espresso anche un grande giurista che, senza peli sulla lingua, ha scritto: "Ritengo che i temi etici, che inevitabilmente sono divisivi, non debbano diventare la priorità del nostro Parlamento. Ci sono ben altri problemi, che incombono sulle famiglie: problemi di sussistenza, problemi di lavoro, problemi di assistenza, problemi di discriminazione fiscale della famiglia, così come prevista dalla Costituzione rispetto ad altre forme di unione. Gli italiani si aspettano risposte su questi problemi e non su questioni che non hanno alcuna urgenza sociale, ma solo una finalità ideologica e simbolica. Il nostro paese non ha bisogno di provvedimenti che hanno il solo scopo di depotenziare l’istituto della famiglia mutandone la struttura, che da sempre, invece, ha sostenuto e dato forza alla vita e alla convivenza della nostra nazione". (Giancarlo Cerrelli, Vicepresidente Nazionale Unione Giuristi Cattolici Italiani)
Leggiamo bene la frase in cui il Dott. Cerrelli dice che 'Il nostro paese non ha bisogno di provvedimenti che hanno il solo scopo di depotenziare l’istituto della famiglia mutandone la struttura' e cerchiamo di non votare chi vuole concedere il Matrimonio ai Gay e l'adozione alle coppie omosessuali.
Come Cattolici abbiamo il dovere di difendere la famiglia tradizionale e di riflettere con il Dott. Cerrelli sul fatto che "Negli ultimi giorni “la via italiana al matrimonio gay” ha subìto un’accelerazione. Il pretesto è stato fornito dalla lettera accorata di un ragazzo omosessuale diciassettenne al quotidiano la Repubblica, con la quale lo stesso ha rivendicato la sua libertà di esistere, come persona omosessuale. Questa rivendicazione indubbiamente merita rispetto, perché nessuna persona può negare a un’altra il diritto di esistere, ma mi chiedo: una legge può come d’incanto risolvere l’inadeguatezza che lamenta questo ragazzo? Che cosa cambierebbe nella sua vita?".
Carissimi fratelli e sorelle, non smettiamo di combattere la buona battaglia della Fede e non smettiamo neppure di opporci a cose ingiuste e deleterie. Per esserci divisi in piccoli gruppi, infatti, abbiamo già permesso che l'Italia legalizzasse piaghe sociali quali l'aborto... vogliamo anche Matrimoni Gay e conseguentemente Adozioni a Coppie Gay?
Vi lascio con questa domanda, vi saluto e vi ringrazio per l'assiduità con la quale mi leggete.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it