Gesù venne al mondo per patire
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Gioia!
Questa mattina ho meditato su un pensiero spirituale di una suora dell'inizio del XX Secolo che scrisse: "Gesù venne al mondo per patire: dal presepio al Calvario non conobbe che due vie, quella dell'amore che lo guidò al Calvario, quella del dolore che lo portò al Cielo. Il patire è per la virtù ciò che la rugiada, la luce e il calore sono per i germogli. Il dolore trasforma il buon seme che è nel cuore; lo feconda, lo sviluppa; esso porta a maturazione gli splendidi frutti dell'eroismo. Il dolore purifica, ritempra; ci spoglia della terra e ci fa più degni di toccare il cielo. Ma se non vi fossero motivi nostri, individuali, per considerare il dolore come provvidenziale, per accettarlo con devozione e amarlo con predilezione, basterebbe pensare a Gesù: a Gesù che volle per sé tutto il dolore, nelle membra e nel cuore, per tutta la vita, coronandolo con una morte straziante e crudele, lo volle per la sua Madre Santissima, per i suoi santi, per i suoi prediletti!". (Suor Maria Antonietta Prevedello, 14 Dicembre 1918)
Di fronte a queste parole mi sono emozionato perchè ho potuto constatare che la mia salvezza proviene dal dolore che Cristo ha volutamente patito per me. Vi sembra poco?
Carissimi fratelli e sorelle, non ho voglia di aggiungere altre parole visto che suor Maria Antonietta ha già detto tutto quello che c'era da dire. Continuo a portarvi tutti nel cuore.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it