Che cos'è il peccato?

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

Anno della FedeIeri sera una giovane amica mi ha chiesto: "Che cos'è il peccato?". Lì per lì le ho detto che, secondo me, il peccato è un volontario allontanamento dell'uomo da Dio ma, come sempre, voglio dare una risposta esatta che prendo dal Magistero della Chiesa.

La Chiesa Cattolica, infatti, dice che: "Il peccato è una mancanza contro la ragione, la verità, la retta coscienza; è una trasgressione in ordine all'amore vero, verso Dio e verso il prossimo, a causa di un perverso attaccamento a certi beni. Esso ferisce la natura dell'uomo e attenta alla solidarietà umana. È stato definito «una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna». Il peccato è un'offesa a Dio: « Contro di te, contro te solo ho peccato. Quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto » (Sal 51,6). Il peccato si erge contro l'amore di Dio per noi e allontana da lui i nostri cuori. Come il primo peccato, è una disobbedienza, una ribellione contro Dio, a causa della volontà di diventare « come Dio » (Gn 3,5), conoscendo e determinando il bene e il male. Il peccato pertanto è «amore di sé fino al disprezzo di Dio». Per tale orgogliosa esaltazione di sé, il peccato è diametralmente opposto all'obbedienza di Gesù, che realizza la salvezza. È proprio nella passione, in cui la misericordia di Cristo lo vincerà, che il peccato manifesta in sommo grado la sua violenza e la sua molteplicità: incredulità, odio omicida, rifiuto e scherno da parte dei capi e del popolo, vigliaccheria di Pilato e crudeltà dei soldati, tradimento di Giuda tanto pesante per Gesù, rinnegamento di Pietro, abbandono dei discepoli. Tuttavia, proprio nell'ora delle tenebre e del principe di questo mondo, il sacrificio di Cristo diventa segretamente la sorgente dalla quale sgorgherà inesauribilmente il perdono dei nostri peccati". (Catechismo della Chiesa Cattolica, Articoli 1848, 1849, 1850, 1851)

Il Catechismo ci dice che "il peccato è diametralmente opposto all'obbedienza di Gesù, che realizza la salvezza". Per cui, carissimi fratelli e sorelle, peccando rompiamo la nostra relazione con Dio e rischiamo di non poterci salvare. Gesù, infatti, ci ha redenti con il suo sangue non allontanando da sé il calice della sofferenza ma abbracciando, seppur con sofferenza, il volere del Padre.

Vi auguro una santa giornata e vi garantisco il mio ricordo nella preghiera.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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A
<br /> Ma la vogliamo smettere con queste cavolate? siamo nel 2013, l'era delle scoperte scientifiche e voi ci abboffate ancora con questi precetti ridicoli di Dei e madonne che non esistono, ma quando<br /> smetterete di prendere in giro la povera gente? <br />
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