Beato Secondo Pollo

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

Oggi voglio parlarvi di un Sacerdote innamorato del Santo Rosario.

Beato-Don-Secondo-Pollo.jpg"Secondo Pollo, nasce il 2 gennaio 1908 da Carlo e da Maddalena Ottino, in regione Buronzina di Caresanablot (Vercelli). Secondino impara dai genitori la laboriosità, il sacrificio, le prime preghiere e si distingue per la sua assiduità alle sacre funzioni, nonostante la distanza dalla Parrocchia.

Nel 1918 entra nelle 'Scuole Cristiane' di Vercelli ed è compagno indivisibile di Secondo Tagliabue, futuro Vescovo di Tursi (morto a Trino Vercellese il 09.02.1983).

Diventato sacerdote, l'Arcivescovo di Vercelli Mons. Montancili lo nomina professore di Filosofia nel Seminario Maggiore e Assistente Ecclesiastico Diocesano della gioventù maschile di Azione Cattolica.

La devozione più tenera, l'amore più sincero, la cura più assidua, l'ebbe per l'Eucarestia come sacrificio e come Sacramento.

Il 7 dicembre 1941 don Pollo è nominato Tenente Cappellano del Battaglione Alpino 'Val Chisone' e parte per la zona di guerra del Montenegro (Albania), dove trova la morte il 26 dicembre dello stesso anno, colpito da fuoco nemico mentre soccorreva un soldato ferito.

Coloro che lo soccorsero testimoniano che affrontò la morte in perfetta conoscenza, stringendo calmo fra le sue mani la Corona del Rosario e affidandosi per l'ultima volta alla Beata Vergine Maria lo sentirono pregare con un filo di voce: 'Vado con Dio, che è tanto buono'.

Don Secondo Pollo è stato Beatificato dal Papa Giovanni Paolo II il 23 maggio 1998 sul sagrato della Cattedrale di Vercelli, alla presenza di Padre Raffaele Icardi, Frate Domenicano, Primo Cappellano Capo degli Alpini, con il grado di Maggiore, nato il 19 gennaio 1914 e deceduto il 28 maggio 2008". (Cfr. "Madonna del Rosario", Maggio-Giugno 2010, Pagina 11)

La vita di questo grande Sacerdote ci deve far riflettere e ricordare che quando si ha fede neppure la morte fa paura. La Fede di questo grande Sacerdote ci deve far innamorare sempre di più del Santo Rosario che non è una 'pia pratica' qualsiasi, non è una pratica religiosa per 'fanatici' e non è una forma di orazione per bigotti ma, come disse Papa Benedetto XVI, è 'preghiera contemplativa'. (Benedetto XVI, 19 Ottobre 2008, Meditazione al Rosario a Pompei)

Carissimi fratelli e sorelle, non abbiate paura di prendere in mano la Corona, iniziare a recitare il Santo Rosario con Maria, meditando la vita di Gesù, per il bene delle anime.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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