Andrea Elia Rovera e il "Giorno della Memoria"

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

Foiba-di-Basovizza.jpgPer non dimenticare le Vittime delle Foibe, «La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero». (Dalla Legge 92/2004 con la quale viene istituito il Giorno del Ricordo)

Sappiamo bene che la maggior parte delle Scuole Italiane non parla delle Vittime delle Foibe e che anche in moltissimi Comuni Italiani non si fa menzione di queste povere persone che sono state uccise solo perchè italiane.

Questo allora, secondo il pensiero comune, dovrebbe scoraggiarci dal commemorare i nostri fratelli Vittime delle Foibe ma io ricordo che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 09 Febbraio 2006 disse: «L'Italia non può e non vuole dimenticare perchè le tragedie del passato non si ripetano in futuro» e Giorgio Napolitano, il 09 Febbraio 2007, disse che: «La disumana ferocia delle foibe fu una delle barbarie del secolo scorso, in cui si intrecciarono in Europa cultura e barbarie».

Quindi, lette queste toccanti quanto autorevoli parole, possiamo "permetterci il lusso" di non ricordare i nostri Fratelli Italiani barbaramente uccisi senza motivo alcuno? Possiamo correre il rischio di non impegnarci a favore della Pace?

No. Noi non dimentichiamo e, soprattutto, non vogliamo dimenticare perchè sappiamo che non si può morire "solo" perchè si è nati in una Nazione o "solo" perchè si ha una propria idea politica.

Noi sappiamo e vogliamo che "i posteri sappiano la verità. Dispiace [solo] che la sappiano troppo tardi per impedire a chi ha compiuto queste malefatte di trarne profitto. Pare incredibile, ma la storia scopre i grandi colpevoli solo dopo che sono morti". Per questo motivo ciascuno di noi deve costruire nel suo piccolo un clima di Pace, di Solidarietà e di Mutuo aiuto perchè, come dice il Dalai Lama, "La pace nel mondo può passare soltanto attraverso la pace dello spirito, e la pace dello spirito solo attraverso la presa di coscienza che tutti gli esseri umani sono come membri della stessa famiglia, nonostante la differenza di fedi, di ideologie, di sistemi politici ed economici".

Carissimi fratelli e sorelle, ricordiamoci sempre che ciascuno di noi è il destinatario delle parole di Gesù: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio". (Matteo 5:9)

Concludo questo mio intervento con le parole di San Paolo Apostolo che, rivolgendosi alla comunità di Corinto, dice: "vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi". (2 Corinzi 13:11)

La nostra vita sia un Inno alla Pace, un Inno della presenza reale di Cristo per le strade del mondo, un Inno incessante alla Vita.

Lo Spirito Santo ci aiuti ad essere portatori di pace dovunque e con chiunque.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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