A che serve Dio?
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Bene!
Quest'oggi condivido con voi un breve studio realizzato dall'Associazione Informazioni su Cristo che ho trovato estremamente utile e interessante.
"Per molti Dio è una parola entrata in disuso. Di lui non ne parlano più. È diventato incomprensibile anche il vocabolario tradizionalmente utilizzato per esprimere le tracce della sua esistenza. Perché? Perché Dio è diventato inutile. Il sistema di pensiero impostosi progressivamente negli ultimi tre secoli ha cercato di convincere che la razionalità e, con essa, i progressi della ricerca scientifica avrebbero condotto alla soddisfazione di tutti i bisogni umani, affrancando così l'uomo dal bisogno di impetrare appoggi in un qualche al di là. Tuttavia la razionalità – lo ammette la stessa sociologia laica – ha fornito un metodo per garantire il funzionamento del sistema e, al massimo, garantire la sopravvivenza della specie umana. Ma non ha offerto valori specifici sostanziali. Si è occupata più di come le cose vanno fatte che non di che cosa va fatto. La contingenza della vita ha spinto perciò molte persone a porre domande su quali valori scegliere, su quali punti di riferimento appoggiarsi, dove trovare energie sufficienti a continuare il proprio impegno nella società. Quando ci si scopre perennemente insoddisfatti, nella continua ricerca di un senso ultimo e definitivo, di una felicità duratura, di una libertà non più minacciata, di una giustizia perfettamente adeguata, allora non si può fare a meno di interrogarsi se vi sia un Senso ultimo e fondante, una Felicità, una Libertà, una Giustizia in grado di impedire alla vita di precipitare nell'assurdo. Questa breve riflessione sulla nostra storia recente sembra motivare l'attuale ripresa di interesse per il fenomeno religioso. Si dice che la società odierna, post-industriale, sia complessa e in crisi. E onde non rischiare la fine del sorcio, va in cerca di «uscite di sicurezza». Riappare così il bisogno di Dio che non conduce ad un incremento delle religioni tradizionali ma si manifesta in un pullulare di nuove espressioni religiose. Tale fenomeno dimostra come il senso di trascendenza sia insito nella natura umana e che, cacciato dalla porta, ritorna come si suol dire dalla finestra. Tuttavia tale revival religioso porta con sé anche aspetti problematici es. rispetto all’idea di Dio. C’è una domanda religiosa che risulta in molti casi motivata solo dal bisogno di sicurezza. In tal caso Dio viene considerato un «Dio tappabuchi», collocato sullo sfondo dell'esistenza e fatto riemergere secondo necessità, in funzione dei bisogni. Ma un Dio concepito in tal modo è una figura debole, non è la forza che penetra nelle scelte della vita e non spinge a condotte coerenti. È il Dio dello scenario. Dare a Dio un significato puramente funzionale vuol dire dichiararlo essenzialmente relativo alle esigenze dell'essere umano. Di qui a farlo coincidere con la proiezione del bisogno di sicurezza il passo è breve. Il Dio che ci ha mostrato Gesù Cristo nei Vangeli, non è uno che serve a qualcosa, non sta sul piano dell'utilità ma solo su quello della gratuità, del dono. Dio è Dio proprio perché si colloca oltre il bisogno dell'uomo e lo conduce oltre ogni umana aspettativa. Non solo Dio ha fatto il primo passo verso l'uomo ma gli si è donato interamente. In Gesù, Dio si è fatto uomo con gli uomini perché la sua creatura diventasse partecipe di un destino divino. Un traguardo che l’essere umano non avrebbe mai potuto immaginare solo con la forza dei suoi pensieri. A un Dio così non si può chiedere conto, ci si può solo affidare. Gratuità per gratuità". (www.informacristo.org)
Carissimi fratelli e sorelle, visto che la citazione è stata già sufficientemente esaustiva non aggiungo altro se non un invito a pregare affinchè l'uomo e la società scoprano che Dio non è un accessorio ma un elemento essenziale nella nostra vita.
Con affetto vi saluto.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it