Un doppio 'sì' alla volontà salvifica del Padre
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Bene!
Come ormai tutti sappiamo questa sera alle ore 20:00 il Santo Padre non sarà più il Pontefice Regnante della Chiesa Cattolica e, a partire da quell'ora, inizierà la Sede Vacante. Io, come curatore di questo Blog e come Coordinatore del Gruppo di Preghiera "Cristo vive in me" (Galati 2:20), voglio ricordare Papa Benedetto XVI con le parole di una sua Omelia che mi ha colpito in modo davvero speciale.
Il 26 Marzo 2012 il Papa disse: "L'incarnazione del Figlio di Dio è il Mistero centrale della fede cristiana, e in esso Maria occupa un posto di prim'ordine. Per questo, contemplando il Mistero dell'Incarnazione non possiamo tralasciare di rivolgere i nostri occhi a Lei, per riempirci di stupore, di gratitudine e d'amore al vedere come il nostro Dio, entrando nel mondo, ha voluto fare affidamento sul consenso libero di una sua creatura. Solo quando la Vergine ha risposto all'angelo: "Ecco sono la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola" (Luca 1: 38), a partire da quel momento, il Verbo eterno del Padre iniziò la sua esistenza umana nel tempo.
E' commovente vedere come Dio non solo rispetta la libertà umana, ma sembra averne bisogno. E vediamo anche come l'inizio dell'esistenza terrena del Figlio di Dio è segnato da un doppio "sì" alla volontà salvifica del Padre: quello di Cristo e quello di Maria.
Questa obbedienza a Dio è quella che apre le porte del mondo alla verità, alla salvezza. In effetti, Dio ci ha creati come frutto del suo amore infinito; per questo, vivere secondo la sua volontà è il cammino per trovare la nostra autentica identità, la verità del nostro essere, mentre allontanarsi da Dio ci allontana da noi stessi e ci precipita nel vuoto.
Cari fratelli, oggi lodiamo la Vergine Santissima per la sua fede e con Santa Elisabetta le diciamo anche noi: "Beata colei che ha creduto" (Luca 1:45). Come dice Sant'Agostino, Maria concepì Cristo prima nel suo cuore con la fede, che fisicamente nel suo grembo; Maria credette e si compì il Lei ciò che credeva (cfr. Sermo 215, 4: PL 38,1074)". (Omelia di Benedetto XVI a Cuba)
Carissimi fratelli e sorelle, ancora con le parole del Santo Padre Benedetto XVI, vi dico: "Preghiamo il Signore che aumenti la nostra fede, che la renda attiva e feconda nell'amore. Chiediamogli di essere capaci, come Lei, di accogliere nel nostro cuore la Parola di Dio e praticarla con docilità e costanza".
Con il dolore e lo sconforto del cuore di chi ha amato e amerà per sempre Benedetto XVI vi saluto.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it