Come può un Cristiano migliorare la società?
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Bene!
Alcune settimane fa siamo stati chiamati alle urne per scegliere il nuovo Parlamento e per consegnare democraticamente il Paese nelle mani di uomini e donne che si sono offerti di amministrarlo per noi. Oggi, dopo 14 giorni di attesa, il Parlamento non ha ancora iniziato a svolgere le sue funzioni e non c'è ancora neppure un Governo. Tutto questo fa sorgere una semplice domanda: "Cosa può fare un Cristiano per migliorare la società nella quale vive?"
La risposta ce la dà un grande uomo che non c'è più ma che, come noi, amava il suo Paese e credeva fortemente nel bene comune e nella democrazia. Albino Luciani, questo il suo nome, nel suo ultimo Angelus disse: "Io direi: ciascuno di noi cerchi lui di essere buono e di contagiare gli altri con una bontà tutta intrisa della mansuetudine e dell'amore insegnato da Cristo. La regola d'oro di Cristo è stata: « non fare agli altri quello che non vuoi fatto a te. Fare agli altri quello che vuoi fatto a te. Impara da me che sono mite e umile di cuore ». E lui ha dato sempre. Messo in croce, non solo ha perdonato ai suoi crocefissori, ma li ha scusati. Ha detto: « Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno ». Questo è cristianesimo, questi sarebbero sentimenti che messi in pratica aiuterebbero tanto la società". (Papa Giovanni Paolo I, Angelus del 24 settembre 1978)
Carissimi fratelli e sorelle, come Cristiani siamo chiamati a lavorare su noi stessi per diventare "uomini buoni" e per diventare vere e proprie "bombe batteriologiche" di bene. Tutto questo non è semplice perchè spesso si ha paura di essere tacciati di bigottismo e di servilismo nei confronti della Chiesa ma, sinceramente, credo che gli epiteti non siano nulla di fronte al bene che possiamo compiere come Cittadini Italiani Cattolici.
Impegniamoci perciò a servire i più poveri, i più emarginati e quelli che non hanno nessuna difesa perchè Cristo è stato crocifisso proprio per la sua mansuetudine e per il suo altruismo.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it