Riscopriamo il gusto della preghiera

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

Antonio-Il-Grande.JPGQuando si entra in un monatsero o si incontra un monaco viene spontaneo chiedersi che bisogno ci sia di chiudersi fra quattro mura in silenzio e solitudine. La domanda non è solo legittima ma anche giusta perchè - è ovvio - nel 2013 quella di "chiudersi" in un luogo per contemplare e pregare sembra un'assurdità. Fin dai primi secoli del Cristianesimo, però, ci sono stati uomini coraggiosi che hanno deciso di lasciare tutto per seguire Cristo povero uomo di preghiera.

Ma quale Regola di Vita anima questi uomini?

"La regola di preghiera del monaco consiste essenzialmente nell'assiduità alla preghiera di Gesù. E' sotto questa forma che tale regola viene data, in maniera generale, a tutti i monaci. In questa regola si parla della preghiera di Gesù allo stesso modo in cui si parla della preghiera domenicale, del salmo 50 e del simbolo della fede, cioè come di cose universalmente conosciute e accettate.

Quando Antonio il Grande, che visse fra il III e il IV secolo, esorta i discepoli ad esercitarsi con il più grande zelo nella preghiera di Gesù, ne parla come di qualcosa che non ha bisogno del minimo chiarimento.

Le spiegazioni relative a questa preghiera apparvero più tardi, a mano a mano che se ne perdeva la conoscenza viva. Così, un insegnamento dettagliato sulla preghiera di Gesù fu dato dai Padri del XIV e XV secolo, allorché la sua pratica prese a scomparire anche fra i monaci". (Tratto da: monachesimo-monakos.blogspot.it)

Ovviamente, con il passare dei secoli e il crescere delle Comunità Religiose Monastiche, si sono dovute scrivere delle Regole di Vita più complesse ed articolate per gestire al meglio la vita all'interno dei Monasteri e i rapporti con la Chiesa ma - permettetemelo - al cuore di queste Regole resta sempre la "regola di preghiera del monaco" che, sulle orme di  Gesù, propone di meditare e pregare per il prossimo bisognoso.

Carissimi fratelli e sorelle, i monasteri sono i "polmoni" della nostra Chiesa in quanto passano il loro tempo a pregare per, con e nella Chiesa. Vi sembra poco? A me no. Pensate quante ore di Adorazione Eucaristica si svolgono nei monasteri o quante ore di preghiera notturna si offrono come incenso al Signore. Tutto questo spesso passa inosservato o risulta essere normale ma non è così perchè il monaco, in piena comunione con la Chiesa, mediante la sua consacrazione diventa strumento della Grazia di Dio in un mondo che non ha più il coraggio di rapportarsi con il silenzio.

Oggi, vorrei chiedere a ciascuno di voi la Recita di Tre Ave Maria per un Frate Domenicano che non sta nel pieno della forma. Anche questa è carità!

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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