Pregare lo Spirito Santo con cuore di poveri
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Bene!
In questi giorni sentiamo molto parlare dello Spirito Santo che ispirerà ai Cardinali di Santa Romana Chiesa il nome del prossimo Pontefice Regnante e - non ve lo nascondo - sono contento.
Sono contento perchè finalmente anche la stampa laica pronuncia il nome dello Spirito Santo senza paura di essere tacciata di bigottismo o di "favoreggiamento della Fede".
Noi Cristiani, invece, che rapporto abbiamo con lo Spirito Santo? Ci affidiamo a Lui affinchè guidi la nostra preghiera?
Padre Reginaldo, in una delle sue innumerevoli catechesi, ha detto che "quando lo Spirito Santo guida la nostra preghiera, facciamo sempre l'esperienza preziosa della nostra povertà spirituale, del nostro nulla, della nostra incapacità ad amare. Come san Pietro ci viene spontaneo il grido: "Signore allontanati da me che sono un peccatore". (Luca 5: 8) Ecco perchè i santi sotto l'influsso dei doni dello Spirito Santo, ripetevano con il pubblicano del Vangelo: "O Dio, abbi pietà di me peccatore". (Luca 18: 13)
Finchè non facciamo l'esperienza serena del nostro nulla che si slancia con invincibile fiducia nel Dio dell'impossibile, è segno evidente che lo Spirito Santo ancora non prega in noi. Però nell'umiltà sincera dobbiamo sempre unire la fiducia illimitata. Con i poveri del Vangelo dobbiamo gridare: "Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi". (Marco 1: 40) "Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me". (Marco 10: 48) La fiducia mette a nostra disposizione l'onnipotenza di Dio. "Il timore mi paralizza - diceva santa Teresa di Gesù Bambino - solo la fiducia mi dilata il cuore e mi dà le ali dell'amore"". (Padre Reginaldo Maranesi, Frate Minore Cappuccino, "Potenza Divina d'Amore" - Marzo 2013, Pagina 4)
Carissimi fratelli e sorelle, ho voluto condividere con voi questo stralcio di una bellissima catechesi di Padre Reginaldo per gioire con voi delle Grazie che lo Spirito Santo ci concede se abbiamo il coraggio di fidarci e affidarci a Lui. La devozione allo Spirito Santo, infatti, non è una "pia pratica" facoltativa ma una componente essenziale della nostra Fede che ci porta a recitare nel Credo: "Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti".
Quest'oggi, perciò, nel corso del Conclave, rivolgiamoci allo Spirito Santo dicendogli: "Vieni Spirito Santo, assisti i Cardinali, sostieni la Chiesa, fammi buono/a".
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it