Meditazione quaresimale sulla preghiera di Gesù nel Getsemani
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Gioia!
Ieri sera ho voluto meditare sulla sofferenza di Gesù nel Getsemani e mi sono reso conto che i nostri peccati fanno davvero male al cuore di Gesù. Di seguito riporto ciò che è scaturito dalla mia meditazione sperando che vi sia d'aiuto:
Dal Vangelo secondo Matteo
“Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina»”. (Matteo 26: 36-46)
“Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. (Matteo 26: 36)
Gesù inizia il suo cammino verso la Croce dopo aver celebrato e istituito l'Eucarestia. Egli si reca nel Getsemani con Pietro, Giacomo e Giovanni per offrire la sua sofferenza e la sua preghiera al Padre. Entrato nell'orto si separa dai discepoli e si ritira a pregare in disparte. Il suo cuore è colmo di “tristezza e grande angoscia”. (Matteo 26: 37)
“L'anima mia è profondamente triste, fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. (Matteo 26: 38)
Gesù sente in sé la tristezza unita al peso della sofferenza e del rifiuto di un popolo che ha rifiutato il suo Dio. Gesù ci chiede di vegliare con Lui e di non lasciarlo solo nell'ora della prova. Il dolore e lo sconforto di Gesù ci devono far riflettere perché sono la conseguenza dei nostri peccati.
“Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; tuttavia, non come io voglio, ma come vuoi tu”. (Matteo 26: 39)
Gesù recita questa sofferta orazione prostrato con la faccia a terra e con il peso dei tanti peccati degli uomini sul cuore. Gesù in quel tempo ha sofferto davvero molto e ha patito dolori indicibili a causa delle nostre colpe. Gesù in quella notte ha sudato sangue e ha sofferto molto perché i peccati degli uomini diventano suoi.
“Così non avete potuto vegliare neppure un'ora con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole”. (Matteo 26: 40-41)
I discepoli si sono addormentati mentre Gesù era trafitto dall'angoscia e non hanno saputo stare vicino al Maestro mentre soffriva. Gesù li sveglia e li spinge a “vegliare”, “pregare” e stare allerta per non cadere in tentazione. Anche oggi siamo chiamati a stare vicini a Gesù e a sostenerlo nel momento della prova. Saremo capaci di dedicare un po' del nostro tempo a Gesù per meditare sulla sua Passione?
“Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà!” (Matteo 26: 42)
Gesù continua a pregare e chiede al Padre di allontanare da lui tutto questo dolore ma lascia che l'ultima parola sia del Padre. Con quel momento di grande dolore Gesù ci insegna a fidarci della Provvidenza del Padre che non delude mai.
“Ritornò poi dai suoi discepoli e disse “Da ora in poi dormite pure e riposatevi; ecco l'ora è giunta e il Figlio dell'uomo è dato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino””. (Matteo 26: 45-46)
Gesù dopo essersi affidato al Padre va incontro al suo traditore per lasciare che si compia la volontà del Padre su di lui e su di noi. Grazie Gesù!
Carissimi fratelli e sorelle, siamo in Quaresima e possiamo fin da oggi accogliere con gioia la volontà del Padre nella nostra vita e cercare di affidarsi totalmente alle Sue amorevoli cure.
La Madonna Addolorata ai piedi della Croce ci accompagni e ci faccia conoscere sempre di più e sempre meglio la volontà del Padre.
Con un fraterno abbraccio vi saluto.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it