La presenza del Risorto

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Gioia!

Questa mattina ho meditato sulla presenza di Gesù Cristo nella mia vita ma, soprattutto, della Sua presenza in mezzo a noi nell'Eucarestia. Mi sono fatto guidare dalle parole di Giovanni Paolo II che nel 1998 scriveva:

La presenza del Risorto""Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Matteo 28: 20). Questa promessa di Cristo continua a risuonare nella Chiesa, che in essa coglie il segreto fecondo della sua vita e la sorgente della sua speranza. Se la domenica è il giorno della risurrezione, essa non è solo la memoria di un evento passato: è celebrazione della viva presenza del Risorto in mezzo ai suoi.

Perchè tale presenza sia annunciata e vissuta in modo adeguato, non basta che i discepoli di Cristo preghino individualmente e ricordino interiormente, nel segreto del cuore, la morte e la risurrezione di Cristo. Quanti infatti hanno ricevuto la grazia del battesimo, non sono stati salvati solo a titolo individuale, ma come membra del Corpo mistico, entrati a far parte del Popolo di Dio. E' importante perciò che si radunino, per esprimere pienamente l'identità stessa della Chiesa, la ekklesìa, l'assemblea convocata dal Signore risorto, il quale ha offerto la sua vita "per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi" (Giovanni 11: 52). Essi sono diventati "uno" in Cristo (cfr. Galati 3: 28), attraverso il dono dello Spirito. Questa unità si manifesta esteriormente quando i cristiani si riuniscono: prendono allora viva coscienza e testimoniano al mondo di essere il popolo dei redenti composto da "uomini di ogni tribù, lingua, popolo, nazione" (Apocalisse 5: 9). Nell'assemblea dei discepoli di Cristo si perpetua nel tempo l'immagine della prima comunità cristiana disegnata con intento esemplare da Luca negli Atti degli Apostoli, quando riferisce che i primi battezzati "erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli Apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere" (Atti 2: 42)". (Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica "Dies Domini" sulla santificazione della Domenica, Paragrafo numero 31)

Carissimi fratelli e sorelle, ricordiamo sempre che Gesù ha offerto la sua vita "per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi" (Giovanni 11: 52). Gesù è morto per noi, ha effuso il suo sangue per riconciliarci con il Padre e ha offerto la sua carne per nutrire la nostra anima e avvicinarci di più al Regno.

Preghiamo ogni giorno la Beata Vergine Maria affinchè ci aiuti a vivere sempre più e sempre megliol'incontro con suo Figlio nell'Eucarestia.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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