La Fede dietro le sbarre del Carcere

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Bene!

Il-sole-oltre-le-sbarre.jpgIn questo Anno della Fede ho avuto la possibilità di scoprire che anche il carcere ha un cuore. Un detenuto di nome Carlo ha scritto: "Sono sempre stato un cattolico praticante, ma forse non ho mai avuto molta fede. Credevo alle promesse fatte davanti a Dio il giorno del mio matrimonio e avevo piena fiducia in mia moglie. Questa per me era vera fede, credere nella persona che il Signore mi aveva messo accanto. Nel momento in cui persi mia moglie, persi anche ciò che rimaneva nella mie fede. Il Signore però non mi ha mai abbandonato e a modo suo mi ha salvato. Ora sono in carcere, non so perchè mi è successo questo, ma so che il Signore lo sa e questo mi basta.

Quando niente ha più senso è l'ora di mettersi nelle mani di Dio. Questa per me ora è la fede. Vivere fidandomi solo di Dio e cercando di fare solo ciò che piace a lui". (Carlo, un detenuto che ha scritto la sua testimonianza per "Caritas - Trimestrale delle sorelle della Misericordia", Gennaio-Marzo 2013)

Questa testimonianza secondo me ha dell'incredibile perchè ci fa vedere che, anche nei momenti di maggiore sconforto, c'è chi trova la forza il coraggio di riporre la sua Fede e la sua fiducia in Dio.

Carissimi fratelli e sorelle, Benedetto XVI proclamò l'Anno della Fede proprio per farci comprendere quanto sia grande il Signore e quanto sia importante avere la Fede in un Dio che - sappiamo bene - non delude.

Colgo l'occasione per augurare a ciascuno di voi e alle vostre famiglie un buon Triduo Pasquale.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

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