L'umiltà in una canzone dei Nomadi

Pubblicato il da cristoviveinme

Carissimi fratelli e sorelle,

Pace e Gioia!

Oggi sono stato ad un pomeriggio di fraternità e preghiera all'Oasi di San Grato a Verzuolo dove l'Istituto Secolare "Santa Maria degli Angeli" ha la casa madre.

Durante il viaggio ho pensato a quanto sia difficile riconoscere il proprio nulla e ammettere le proprie mancanze e sono stato aiutato a riflettere da una canzone dei Nomadi che recita così: "Pensavo una volta di essere Dio. Pensavo di esserci solo io. Pensavo che il mondo davanti a me fosse un frutto amaro ma tutto mio". (Nomadi, In piedi, dal CD Corpo estraneo)

Carissimi fratelli e sorelle, in questo testo si può vedere quanto l'uomo può essere egoista ed egocentrico se al posto di Dio mette al centro di tutto se stesso e il suo ego. Stiamo attenti a non cadere in questa trappola dalla quale diventa difficile liberarsi. Preghiamo la Vergine Maria affinchè ci aiuti a vedere l'altro nella nostra vita e ringraziamo gli amici che ci fanno notare la nostra mancanza di altruismo.

Fraternamente.

Andrea Elia Rovera

andreaeliarovera@yahoo.it

 

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