L'importanza del dialogo con i giovani
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Bene!
Oggi la Chiesa ci invita a celebrare la Solennità di Cristo Re dell'Universo con la quale si chiude ufficialmente l'Anno Liturgico che cominciò con la Prima Domenica d'Avvento del 2011.
E' passato un anno. In questo anno sono successe molte cose belle, molte cose brutte, ci sono state novità importanti, ci sono stati cambiamenti socio-economici, ecc... Una cosa però è rimasta assolutamente invariata: l'amore di Dio per noi. Dio non ha mai smesso di amarci e ci è stato sempre accanto per sostenerci e incoraggiarci nel cammino della vita.
Di questo anno, però, una cosa mi ha colpito molto: il disagio giovanile manifestato sul web e nelle piazze.
Tante volte in questo anno ho sentito dire che i giovani non sanno dialogare e che non si sanno esprimere che con la violenza ma "c'è da parte nostra disponibilità al dialogo fin dalla primissima infanzia? C'è la pazienza e la tenacia per costruire giorno dopo giorno, con attenzione piena alla persona che cresce, un tessuto di affetto, di confidenze, di stima che costituisce la trama del dialogo anche nel difficile periodo dell'adolescenza? O crediamo piuttosto che il dialogo sia un oggetto da acquistare per il tredicesimo o quindicesimo compleanno dei nostri ragazzi, come una bella pianta per ornare il salotto o il nuovo elettrodomestico tuttofare?" (Don Mario Picchi, "Vincere la droga", Oscar Mondadori, Pagina 22)
Possiamo dire di aver cercato di dialogare con i giovani per spiegare loro che non sono soli ma che sono parte di un progetto di amore voluto e iniziato da Dio? Possiamo dire di aver cercato di ascoltare i giovani, le loro ansie, le loro preoccupazioni e le loro aspirazioni? Possiamo dire di aver cercato di essere onesti per lasciare ai giovani un mondo meno corrotto?
Carissimi fratelli e sorelle, credo sia importante riflettere sulla considerazione chiara e concisa fatta da don Mario Picchi che vi ho riportato perchè alla base dell'odio, delle incomprensioni, della violenza, del sopruso, dello sfruttamento e della violazione dei diritti del prossimo c'è, senza dubbio alcuno, la mancanza di comunicazione. Se non si comunica, se non si chiariscono i proprio dubbi e le proprie posizioni difficilmente si riuscirà a vivere in una condizione di pace e di serenità perchè ci sarà sempre qualcuno che coverà dentro di sé un sentimento di rivalsa e di giustizia.
Prendiamo esempio da Gesù Cristo che andava di villaggio in villaggio ad annunciare la Buona Novella dialogando con tutti. Non chiudiamoci "a riccio" con i giovani perchè, anche se non lo dicono apertamente, hanno il desiderio e il bisogno di confrontarsi con il mondo al quale si stanno timidamente affacciando.
Vi accompagno tutti con la mia povera preghiera e vi auguro una santa domenica.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it