Il "Sicut cervus" di Giovanni Pierluigi da Palestrina
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Gioia!
Stamattina ho accompagnato la mia meditazione con le note del "Sicut cervus" di Giovanni Pierluigi da Palestrina, grande compositore del XVI secolo, e ho riflettuto sul fatto che da sempre l'uomo cerca un contatto con il Signore e che, specie nella musica sacra, questo si può letteralmente "palpare" con gli orecchi e con il cuore.
Nel caso specifico del "Sicut cervus", uno dei più celebri mottetti di Palestrina, si può notare che il compositore ha voluto musicare e dividere il testo del Salmo 42 in due tempi differenti pur mantenendo una sana e piacevole armonia.
Nella prima parte Palestrina si è concentrato sulla frase "Sicut cervus desiderat ad fontes aquarum... (trad. come la cerva anela ai corsi d'acqua)" mentre nella seconda parte ha voluto concludere il pensiero musicando con estrema delicatezza e sensibilità le parole "...ita desiderat anima mea ad te Deus (trad. così l'anima mia anela a te, o Dio)".
Ho voluto portarvi a conoscenza di questo brano perchè mi ha sempre colpito la delicatezza con cui il Palestrina fa cantare alle quattro voci (soprano, contralto, tenore e basso) la stessa frase musicale in momenti diversi in modo da dare grande risalto e grande attenzione non tanto alle note quanto alle parole del Salmo che hanno la funzione di far pregare chi è in ascolto.
La musica sacra è un grande aiuto per avvicinarci a Dio e, soprattutto, ci aiuta a capire che Dio si può lodare anche con il canto. Sant'Agostino diceva che chi canta prega due volte e, francamente, credo sia vero perchè quando ho la possibilità di pregare con la musica in sottofondo riesco a concentrarmi di più e a sentire la presenza amorevole del Padre in ogni nota che il mio orecchio ode.
Carissimi fratelli e sorelle, preghiamo per tutti i musicisti affinchè, quando compongono o eseguono un brano, sentano l'amore di Dio pervadere il loro cuore e si rendano conto che stanno aderendo alla Parola del Salmo che dice: "ogni vivente dia lode al Signore" (Salmo 150: 5).
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it