Considerare la persona di Gesù Cristo negli altri
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Gioia!
Questa mattina voglio proporre alla vostra attenzione una meditazione fatta da un Sacerdote Camilliano sul suo Fondatore: "San Camillo promuoveva la ricerca della unione con Dio, per poterlo amare e servire nel migliore dei modi. Non temeva lasciare la recita del breviario per rispondere alla chiamata urgente di un malato grave: era lasciare Dio per Iddio. Viveva con profonda continuità preghiera e servizio. Camillo possedeva buone doti organizzative, essendo stato per qualche anno Maestro di casa all’Ospedale San Giacomo degli Incurabili in Roma. Ci teneva che i suoi malati avessero cibo di qualità e dava disposizioni precise perché così avvenisse. All’ospedale di Santo Spirito e in ogni altro ospedale, se il cibo degli infermi non era sano e ben preparato, la carne di buona qualità, il vino perfetto, se ne lamentava con i fornitori. Camillo stesso si prestava volentieri a preparare da mangiare per i più bisognosi, «trovando molte invenzioni per dar loro gusto». All’ora dei pasti si prodigava per rendersi utile al maggiore numero possibile di infermi. Imparò anche a preparare e a dare la pappa ai bambini. Quando non era possibile trovare delle nutrici, Camillo andava in cerca di caprette, rimediando in modo sorprendente. Camillo considerava la persona di Gesù Cristo nei malati che spesso quando li imboccava domandava loro il perdono dei suoi peccati, stando così rispettoso nella loro presenza come se stesse proprio alla presenza di Cristo, cibandoli molte volte inginocchiato. Nell’atto di cibare gli infermi, Camillo stava così attento nel far bene quella azione che pareva non gli restasse nessun altra cosa da fare". (da una meditazionedi Padre Danio su www.camilliani.it)
Io leggendo queste parole mi sono molto emozionato perchè ho capito che non si può diventare santi se non si vive completamente immersi nella carità. Mi sono permesso di evidenziare in giallo alcuni passi della meditazione per farvi notare che la gioia di san Camillo era nella preghiera e che dalla preghiera, egli, traeva la forza per esercitare la carità verso i sofferenti e verso i suoi confratelli.
Carissimi fratelli e sorelle, come Camillo "considerava la persona di Gesù Cristo nei malati" così anche noi consideriamo "la persona di Gesù Cristo" nei nostri genitori, nei nostri figli, nei nostri famigliari, nei nostri colleghi, nei nostri amici, ecc... perchè Gesù è presente in tutti, anche in quelli che ci sembrano cattivi.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it