Benedetto XVI parla della preghiera
Carissimi fratelli e sorelle,
Pace e Gioia!
"Nella preghiera noi sperimentiamo, più che in altre dimensioni dell’esistenza, la nostra debolezza, la nostra povertà, il nostro essere creature, poiché siamo posti di fronte all’onnipotenza e alla trascendenza di Dio. E quanto più progrediamo nell’ascolto e nel dialogo con Dio, perché la preghiera diventi il respiro quotidiano della nostra anima, tanto più percepiamo anche il senso del nostro limite, non solo davanti alle situazioni concrete di ogni giorno, ma anche nello stesso rapporto con il Signore. Cresce allora in noi il bisogno di fidarci, di affidarci sempre più a Lui; comprendiamo che «non sappiamo… come pregare in modo conveniente» (Rm 8,26). Ed è lo Spirito Santo che aiuta la nostra incapacità, illumina la nostra mente e scalda il nostro cuore, guidando il nostro rivolgerci a Dio". (Benedetto XVI, Udienza Generale del 16 maggio 2012)
Ho voluto iniziare questa mia riflessione con le parole straordinarie e illuminanti del Santo Padre che, nell'Udienza Generale di ieri, ha voluto parlare ai cristiani di tutto il mondo della preghiera. Come sempre lo ha fatto in modo chiaro e puntuale e ha posto alla nostra attenzione un fatto straordinario: "non sappiamo... come pregare in modo conveniente" (Romani 8: 26). Il Papa vuole, con il suo ministero, portare a tutti la gioia della preghiera e far capire che l'orazione non è una cosa difficile o noiosa ma una reale "esperienza del nostro essere creature".
Carissimi fratelli e sorelle, vi confesso che ogni volta che leggo o ascolto il Papa imparo qualcosa di nuovo e mi sento infinitamente amato da Dio. Benedetto XVI, come ho già detto in passato, al di là delle sue conoscenze teologiche ha un cuore straordinariamente grande che si apre all'infinito nella preghiera. Cerchiamo di imitarlo e di assorbire tutti i suoi insegnamenti e preghiamo Maria affinchè lo custodisca e lo protegga.
Fraternamente.
Andrea Elia Rovera
andreaeliarovera@yahoo.it